Franciacorta Parosé

“Interminabile e avvinghiato„

La spuma del Parosè t’aggredisce: enorme. Esplode nel bicchiere risalendo alta e convinta, bianca e spessa dei suoi bei calibri variabili, dinamici e rutilanti. Vastissimo il naso, mai appannato da inserti stranieri: solo lo stesso vino, e atteso per tre anni. Ecco dunque il colore struggente, quello di un’alba di primavera: vagamente ambrato, anzi più riflesso dalle venature dell’alabastro.

Emozionante l’aroma, vasto e denso di riverberi da indagare al millimetro. Cangiante di frutta al forno, e poi ancora vegetazione viva. E poi una carnosità sensuale di torte fatte in casa, inzuppate del liquore dei giorni festa.

Che è una festa anche l’assaggio, aperto dal ricordo improvviso e laterale delle castagne d’inverno, e dalla spiccata progressione verso l’abbandono, in fondo al sorso. La maturità e l’ebbrezza, avvolti in un bozzolo serico stretto e preciso, asciutto come un abbraccio d’addio. Interminabile e avvinghiato.